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MERI, Mappare la ricerca esistente, e identificare le lacune di conoscenza
riguardo alla situazione delle donne anziane in Europa (2003 - 2004)

Il 18% della popolazione (quasi una persona su cinque in Europa) è costituito da donne di 50 anni e più. La maggiore speranza di vita delle donne e l'invecchiamento della popolazione è una tendenza netta in tutte le nazioni europeee, che va aumentando. 

Rapporto nazionale ITALIA

1. Descrizione della procedura di ricerca

Abbiamo utilizzato molte fonti primarie e secondarie di informazioni per ognuno dei temi studiati dalla ricerca MERI. Fra le fonti primarie vi sono quelle che aggregano dati e studi a livello nazionale forniti da:

1. Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT),

2. Istituto di Ricerca su Popolazione e Politica Sociale (IRPPS) presso il Consiglio Nazionale della Ricerca (CNR), i cui dati hanno formato il Rapporto Biennale al Parlamento sulle Condizioni di Vita degli Anziani, 2000-2001,

3. Centro Maderna che opera come un servizio di consulenza presso il Dipartimento Anziani al Ministero del Lavoro e del Welfare per la pianificazione, la gestione e la valutazione della politica sociale in favore degli Anziani, ed è inoltre membro dell'Osservatorio sulla situazione della popolazione Anziana presso il Consiglio Nazionale per l’Economia e il Lavoro (CNEL), e, oltre a ciò, offre una banca dati consultabile tramite Internet sulla letteratura esistente sui problemi dell'Anziano, che prende in esame principalmente articoli, ma sono inclusi anche libri;

4. Istituto di Ricovero e Cura a Carattere scientifico, INRCA

5. Commissione Europea, La Vita Delle Donne E degli Uomini In Europa, un ritratto statistico, e l'Istituto Europeo per la Salute delle Donne, La salute delle donne adulte e anziane - Fatti, Numeri e Impatto, per quanto riguarda dati sull’Italia;

6. vari Istituti di Ricerca e ricercatori individuali, in particolare quelli che presentano studi all'Associazione Nazionale di Gerontologia, alle Sezioni dei Pensionati presso i tre principali sindacati italiani, e alle maggiori Associazioni Nazionali di persone Anziane.

Sono state incluse anche alcune ricerche a livello regionale e locale, principalmente qualitative, nel caso che i temi presi in considerazione non fossero inclusi tra gli studi reperiti a livello nazionale, o vi fosse poco materiale in proposito.

Una ricerca, a mo' di controllo generale, è stata fatta attraverso i servizi OPAC dell'Università e le reti di Biblioteche Pubbliche. Non abbiamo trovato alcun documento disponibile sul soggetto "donne anziane", mentre per le parole "anziani" abbiamo trovato 85 documenti al servizio bibliografico dell’Università di Perugia, e quasi 400 all'OPAC delle Biblioteche Pubbliche. Sul soggetto "donne" abbiamo trovato 205 documenti, e, esaminando gli indici di alcune decine di essi alla ricerca di eventuali menzioni esplicite riguardanti le donne anziane, solo due documenti menzionavano l’invecchiamento e il genere, le generazioni femminili, o facevano menzione esplicita delle donne anziane nei sommari degli argomenti.

Ci siamo rivolti agli Istituti di Scienze Sociali e di Psicologia delle Università di Perugia, di Torino e di Roma, ma abbiamo ricevuto poche informazioni di rilievo su progetti di ricerca riguardanti le donne anziane. Tutti ci hanno detto che sarebbero sinceramente interessati a conoscere i risultati della ricerca MERI.

Ove possibile, sono stati impiegati i dati disponibili più recenti. Abbiamo incluso due studi di grande importanza pubblicati agli inizi del 2003.

La ricerca italiana mostra che ci sono tre sottogruppi di età di persone anziane ai quali i ricercatori si riferiscono, ma non esiste tra loro un pieno accordo riguardo all’esatta definizione della classe di età. Così "giovane anziano" può essere trovato per la classe di età da 60 a 69 anni o da 65 a 74 anni, "Anziani" possono essere coloro che rientrano nelle classi di età da 70 a 84 anni oppure da 75 a 85 anni, "grande anziano" o "molto vecchio" è colui che rientra nella classe 85+ anni in generale, ma nel Rapporto Biennale al Parlamento sulle Condizioni di vita dell'Anziano 2000-2001, si fa riferimento alla popolazione molto anziana come a quella che rientra nella classe di età da 80 anni in poi.

2. Distribuzione quantitativa della ricerca su temi in esame

(Si veda tavola allegata in Excel "MERI - Distribuzione quantitativa")

3. Sommario dei risultati principali

3.1 salute, l'abilità funzionale e servizi

Anche se le donne sono longeve, sono affette da malattie croniche, specialmente nei loro ultimi anni di vita.

La maggioranza delle donne anziane non ritiene di godere in generale di buona salute.

Ricerche qualitative mostrano il successo dell'approccio olistico per mantenere un buono stato di salute.

Ogni stadio di vita della donna anziana è soggetto ad una particolare malattia che, oltre ad essere caratteristico di quel gruppo di età, è anche la causa principale di morte in donne di quell'età.

Risultati per le donne anziane paragati a quelli per gli uomini anziani

Donne di età superiore ai 65 anni spendono più dei loro coetanei per medicinali ed apparecchi medici.

L'accesso alle cure mediche e a rimedi contro l’invecchiamento è molto diverso tra i sessi.

Le donne soffrono di malattie che sono meno fatali, ma degenerative ed invalidanti, più spesso e più precocemente degli uomini. Le malattie croniche e la co-morbosità influenzano negativamente il godimento della salute. Le donne riferiscono di godere un peggiore stato di salute e si sentono meno soddisfatte della loro vita quotidiana (amicizie e attività del tempo libero) e delle relazioni familiari rispetto agli uomini. Questi dati differiscono dai dati a livello europeo su questo stesso tema, che riporta come le donne anziane ritengano che la loro salute generale sia buona (in Mezza età e la Salute delle donne anziane - Fatti, Numeri e Impatto dell'Istituto europeo della Salute delle Donne)

Ci sono circa due milioni di anziani invalidi, pressoché due terzi di loro sono donne, e la metà vive da sola, circa la metà degli uomini disabili vive con un partner. L’attesa di una vita libera dalla disabilità è più grande per gli uomini che per le donne, ma la tendenza è positiva anche per le donne (dati esistenti relativi al genere, all’età e alla nazionalità).

La depressione è il disturbo mentale più comune fra donne, è due volte più comune tra le donne che tra gli uomini.

Le donne sono più vulnerabili per molte ragioni - un insieme di malattia fisica, fattori psicosociali e, in alcuni casi, predisposizione genetica. Il tasso di suicidio tra le donne è il doppio di quello maschile, sia tra gli anziani che tra gli adulti più giovani.

La demenza senile è correlata all’età e così il numero delle donne colpite da questa malattia è molto più alto di quello degli uomini; le donne sono anche molto spesso impegnate nei lavori di cura, e perciò sono più soggette agli stress psico-sociali che il lavoro di cura comporta.

Risultati specifici per donne in menopausa

La maggior parte della letteratura verte principalmente su trattamenti medici e farmacologici e, recentemente, su trattamenti medici ed alternativi

Sta emergendo recentemente, principalmente tra donne di età compresa tra 50 e 65 anni, l’approccio olistico alla salute in generale, con particolare attenzione agli aspetti della menopausa e della post-menopausa.

Cura presso la propria casa

Le donne preferiscono essere curate da donne presso le loro case, e richiedono vari generi di aiuto esterno.

In Lombardia il 60% delle donne tra i 50 e i 60 anni aiutano genitori che non sono autosufficienti.

Da varie ricerche qualitative emerge che le donne anziane che si occupano degli altri membri di famiglia descrivono il compito di cura come una fonte di stress e di problemi fisici e psicologici, rispetto a volontari o a professionisti che considerano questo lavoro come fonte di soddisfazione e di benessere.

La situazione dell’anziano invalido nel contesto familiare è molto più difficile per le donne che per gli uomini.

Il numero di donne che vivono da sole, e in una peggiore condizione di salute, è maggiore di quello degli uomini.

Modi vivere salutari, cura di sè, prevenzione

Il successo nell’invecchiamento dipende dall'abilità di rapportarsi ad altri e sulla capacità di stare vicini; emerge che la sfera affettiva è molto importante per invecchiare bene ed è ben sviluppata fra le donne anziane.

Il numero di donne di oltre 65 anni che fanno esercizio fisico sta aumentando.

Un piccolo gruppo di donne anziane di età compresa tra i 55 e i 75 anni elencano tre elementi importanti per un’efficace prevenzione: 1) la percezione dell'essere psicosomatico, corpo e mente, 2) la qualità della relazione con sé e con altri, incluso l'operatore di cura e assistenza nel caso di dipendenza, 3) la sessualità e l’innamoramento.

Le donne anziane, che in numero crescente partecipano attivamente a gruppi teatrali, sono d'accordo sulla funzione positiva dell'attività teatrale nel migliorare relazioni sociali e la relazione con se stessi.

Le donne anziane coltivano e sviluppano la loro creatività e le qualità professionali come modo per migliorare il benessere generale ed evitare la depressione causata dalla solitudine.

L’alcolismo è un problema molto comune e serio tra le donne. Le donne più esposte sono quelle con una istruzione molto bassa o con un’istruzione molto alta.

3.2 istruzione

Le donne anziane hanno più spesso un livello di istruzione più basso rispetto ai loro coetanei maschi

L'uso della Tecnologia dell’Informazione è da 3 a 5 volte minore da parte delle donne anziane rispetto ai loro coetanei maschi.

3.3 lavoro

Le aree lavorative delle donne anziane sono concentrate su professioni tipicamente femminili.

È più probabile che le donne anziane lavorino o abbiano lavorato in lavori sottopagati rispetto agli uomini anziani.

Le donne anziane non vanno mai in pensione, dal momento che continuano a lavorare occupandosi della cura degli altri.

Le donne impegnate nel compito di prendersi cura degli altri, di età comprese tra 50 e 60 anni hanno proposto dei suggerimenti per riconciliare questo compito con il lavoro: dall’elargizione di contributi finanziari all'aiuto di persone esterne che le coadiuvino nel lavoro di cura, alla possibilità di ottenere impieghi retribuiti part-time.

Il 50,8% delle nonne si prende cura dei loro nipoti con un’età inferiore a 13 anni.

Il 47,1% di donne tra i 65 e i 74 anni fanno lavori domestici per più di 30 ore alla settimana, il 56,6% di uomini fanno lavori domestici per meno di 7 ore a settimana.

3.4 situazione di materiale ed i suoi effetti su condizioni viventi

Il reddito da pensione più basso delle donne anziane è causato dagli impieghi ricoperti in passato, non specializzati e mal pagati.

Il 70,1% delle donne anziane in condizione di povertà è proprietaria di un alloggio.

Il 15,8% delle donne di età superiore a 65 anni sono in una condizione di povertà (al di sotto dei 400 euro al mese)

Le donne anziane sono la parte maggiore del 21% di tutte le persone che vivono sotto il livello di povertà, per essere state impiegate in lavori non specializzati e malpagati, e questo spesso associato con un difficile inserimento nella rete informale di sostegno offerta dalla famiglia.

Da una ricerca in Toscana emerge che donne anziane che vivono da sole, non sposate, o separate, vivono in alloggi di bassa qualità.

Un concetto rilevante per le donne anziane è che il "benessere" non è solo collegato al reddito, ma anche ad un concetto di crescita come essere umano che è reso possibile da un sistema economico che prende in considerazione la diversità della popolazione umana nel fornire beni e servizi.

3.5 integrazione sociale, partecipazione

Relazioni intergenerazionali. Alcuni studi mostrano che la relazione tra generazioni diverse di donne è stata difficile nelle ultime decadi. Le donne tentano ora di negoziare una relazione nuova tra la trasmissione delle competenze e capacità nella sfera riproduttiva, che in modo crescente appartengono al passato, anche se non sono scomparse, e un'identità femminile non più costretta da pregiudizi e stereotipi sociali.

Ci sono studi e progetti su come migliorare la relazione intergenerazionale comunicando attraverso un alfabeto emotivo, "insegnando" a donne di tutte le età a sentire, sperimentare, continuare a crescere, essere sia coinvolte, e passare le proprie esperienze alle generazioni più giovani.

Sessualità . L’attività sessuale e l’innamorarsi è uno dei tre più importanti elementi per una vita sana nell'opinione del gruppo di un gruppo donne tra i 55 e i 75 anni (ricerca 2002).

Il bisogno sessuale deve essere soddisfatto così come altre necessità primarie, per arricchire il significato del proprio essere nel mondo.

Donne mature ed anziane dopo la menopausa possono avere un minore interesse sessuale e una minore soddisfazione degli uomini, ma trattamenti farmacologici possono rimediare a questa condizione fisiologica.

Legami di parentela. Le donne anziane hanno un ruolo molto importante nei legami di parentela e nel trasmettere le abilità del prendersi cura degli altri e i valori connessi con quest’attività.

La famiglia e le donne anziane sono una risorsa l’una per le altre e viceversa. Le donne anziane ricevono visite o telefonate molto frequenti dai loro figli: il 54,5% di loro li vedono ogni giorno, il 33,8% una volta o più una settimana, l’11,2% di loro meno spesso, lo 0,7% mai. Il 45,6% delle donne anziane vedono almeno una volta le loro sorelle e fratelli per settimana, Il 47,2% meno spesso, Il 7,2% mai. Il 36,7% di loro hanno fratelli o sorelle che vivono ad una distanza di non più di 1 Km. Il 71,3% di donne di oltre 65 anni hanno 4,3 nipoti, Il 60% di loro vivono ad una distanza di non più di 1 Km..

Le donne vivono in coppia senza figli meno spesso che gli uomini, gli uomini della stessa età vivono principalmente in coppia senza figli (quasi due volte tanto rispetto alle donne) o in coppia con figli.

Aspetti socio-psicologici

Le donne anziane sono un gruppo molto eterogeneo ed il loro benessere dipende dalle loro caratteristiche personali che interagiscono con i tipi familiari e con l'organizzazione della comunità.

I risultati delineano sia una donna anziana libera da stereotipi che la relegano all'interno della famiglia, sia come casalinga e occupata nel lavoro di cura fino ad un’età molto avanzata: queste due identità coesistono, come rappresentazioni dell'identità di donne anziane.

Il ruolo delle donne nella società contemporanea rimane immutato, anche se la famiglia non è più un sistema di restrizione per donne, seguendo in questo il modello Occidentale.

Nella terza età gli uomini in modo crescente esprimono il loro lato femminile, probabilmente per la diminuzione di pressioni psicologiche a comportarsi da "uomo".

Passaggio al pensionamento

Le donne da poco in pensione sentono la mancanza delle relazioni con i colleghi e con la gente molto più degli uomini. Le donne provano il sentimento di essere più vecchie ed inutili rispetto agli uomini e si sentono sole quando devono affrontare i problemi legati all’età.

Amicizia, vicinato e vita di comunità.

Il 53,9% delle donne tra i 65 e i 74 anni visitano o ricevono visite dai loro amici almeno una volta per settimana, il 17,8% alcune volte al mese, il 16,6% alcune volte all’anno. La percentuale decresce leggermente per donne oltre i 75 anni, il 23,2% delle donne oltre i 75 anni dicono che non hanno amici o che non li vedono.

Le donne anziane hanno importanti qualità come la capacità di organizzarsi, entrare in relazione e partecipare a varie attività che li rendono in grado di usufruire delle risorse offerte da un'area per migliorare la qualità della loro vita. Anche nel loro tempo libero le donne tendono ad essere disponibile per dare aiuto ai vicini.

Oltre la metà di donne con età superiore a 65 anni durante il tempo libero si rilassa, guarda fuori della finestra, sogna ad occhi aperti, medita.

Il 96% delle donne ascolta la radio o guarda la tv. Le donne che ascoltano la radio sono un punto percentuale più degli uomini, mentre le donne guardano la tv un punto percentuale di meno degli uomini. Le donne leggono giornali meno degli uomini, ma leggono più libri; vanno al teatro ed ascoltano musica classica più degli uomini, mentre gli uomini preferiscono andare alle esposizioni, a visitare musei ed andare a ballare. Le donne vanno in ferie meno degli uomini, per problemi come "salute ed età".

Volontariato

Il 5,1% delle donne e il 6% degli uomini di età tra i 65 e i 74 anni prestano la loro opera come volontari in grandi organizzazioni. Oltre i 75 anni l’attività di volontariato si dimezza.

Discriminazione in base all'età e altre forme di discriminazione.

Il lavoro di prendersi cura di altri è considerato convenzionalmente dovere di una donna.

Le donne anziane sperimentano impulsi e sensazioni, ma si sentono respinte dal mondo esterno perché il corpo femminile ed anziano non soddisfa più l'idea socialmente accettata di bellezza.

Le donne tra i 64 e gli 84 anni mostrano come si sentono libere di esprimersi solo se sono sgombre da una mentalità condizionante e piena di preconcetti.

Risultati per specifici gruppi di donne anziane. Regione di Abruzzo

I giornali principali non prendono in considerazione il cambiamento che sta influenzando la partecipazione sociale e la vita in generale delle donne anziane nella regione Abruzzo, ritraendole come esse erano in passato, cioè relegate in famiglia e isolate in ragione della loro età.

3.6 violenza e abuso

La violenza contro donne accade di solito all'interno del cerchio familiare, o in sua prossimità.

È di vari generi.

Spesso le donne anziane si lamentano più della solitudine che del cattivo trattamento ricevuto, specialmente quando questo è così frequente da essere diventato "normale."

3.7 rappresentanza di interesse

Oltre il 60% di donne oltre i 65 anni dice di non essere interessata di politica, non ne parla o non si informa, mentre solo la metà di questa percentuale di uomini dice lo stesso

Il 5,2% di donne tra i 65 e i 74 partecipano alle riunioni delle loro associazioni, contro il 7,5% di uomini della stessa età. Donne ed uomini di oltre 75 anni dimezzano la loro partecipazione.

Le Sezioni Nazionali dei Pensionati dei Sindacati hanno preso come punto di partenza le necessità espresse dalle stesse donne dell’associazione. Una percentuale che varia da 20% a 40% di donne deve essere parte del Consiglio.

Le donne nei sindacati chiedono il diritto di poter scegliere modi non tradizionali di essere anziani, anche e specialmente in contesti tradizionalmente maschili, come nell’assunzione di decisioni rilevanti.

4. Commenti

La letteratura esaminata mette in luce la longevità più alta delle donne e l'impatto di questo fenomeno in Italia, il Paese più anziano del mondo, in conseguenza della caduta del tasso di natalità e dell'aumento della durata della vita. Ciononostante le donne anziane molto raramente sono menzionate esplicitamente come specifico gruppo che possa essere l’obiettivo di ricerca (si veda punto 1. di questo rapporto).

In definitiva, le donne anziane sono menzionate principalmente in relazione alla loro famiglia o alla famiglia della loro rete di parentela, specialmente come coloro che si occupano della cura degli altri, anche in tarda età. D'altra parte oggi le organizzazioni Nazionali e le loro Sezioni locali, come i Sindacati, registrano un più grande numero di membri pensionati che membri lavoratori e, fra loro, il numero di donne è più grande di quello di uomini, ovvero, donne andate in pensione hanno una sana vita al di fuori della loro famiglia, come componenti e volontarie in Organizzazioni locali e nazionali. I membri dell'Associazione Nazionale dei Centri per gli Anziani e delle Università della Terza Età contano più donne che uomini.

Riguardo agli aspetti sociali della vita delle donne anziane, i due risultati della ricerca sui quali c’è maggiore accordo sono:

- le donne anziane oggi hanno una più grande vitalità ed una partecipazione più alta nella vita sociale, specialmente nel lavoro non retribuito e nei contesti di lavoro volontario, rispetto agli uomini della stessa età e rispetto alle donne anziane di un paio di decadi fa, e

- le donne anziane continuano ad accumulare ruoli di famiglia: madre, suocera, nonna e piuttosto spesso figlia e nuora di parenti anziani.

Quelli sociali sono gli aspetti più studiati delle condizioni di vita delle donne anziane, insieme agli aspetti relativi alla salute. Viene delineata una donna anziana libera da stereotipi che la relegano all'interno della famiglia e, alla stesso tempo, una donna prestatrice di cura fino ad un’età molto avanzata: nelle donne anziane italiane queste due rappresentazioni delle loro identità coesistono.

Le donne che si prendono cura degli altri, in particolare di parenti anziani disabili, è una questione molto approfondita dalla ricerca, sembra essere un argomento legato al genere. Alcune ricerche italiane sono state pubblicate in rapporti europei, l'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (INRCA) e la ricercatrice Isabella Paoletti hanno prodotto molti studi su questo argomento. Uno specifico risultato è che il prendersi cura degli altri può essere fonte di stress intenso e di problemi fisici e psicologici. I suggerimenti provenienti da chi si prende cura degli altri, principalmente le donne, potrebbero essere di interesse ai Governi per la pianificazione dei servizi.

Per quanto riguarda la salute, pur se le donne continuano a vivere a lungo, continuano a sperimentare significative disabilità a causa delle malattie croniche, specialmente negli ultimi anni di vita; è assai rilevante il fatto che le donne anziane ritengano di godere di una salute meno buona di quanto gli uomini ritengano la loro. Ogni futura offerta di cure sanitarie per donne anziane ha bisogno di prendere in esame questi fattori.

Sono state studiate anche malattie come la demenza senile e la depressione. La depressione non dipende dall’età, ma è molto più comune fra le donne che fra gli uomini, indipendentemente dall’età. La percentuale di depressione fra le donne è due volte più alta di quanto lo sia fra gli uomini, e tende ad aumentare. L’Associazione Italiana di Gerontologia ha delineato un grande progetto sulla depressione nelle donne, che include una ricerca che è appena iniziata, e intende investigare come la depressione può essere trattata o gestita.

Nella pubblicazione europea La salute delle donne adulte e anziane - Fatti, Numeri e Impatti si dice che in nessuna società le donne sono trattate così bene come gli uomini, questo può essere confermato per l'Italia per quanto riguarda i servizi per la salute. Da una ricerca qualitativa emerge che le donne anziane (da 55 a 65 anni) lamentano una mancanza di consapevolezza e di interesse professionale per la propria identità e per la propria biografia da parte del personale dei servizi sanitari, in generale.

Un argomento interessante che sta emergendo, specialmente tra le adulte e le "anziane giovani", è l'approccio olistico alla salute. Ci sono molti libri sulla menopausa scritti da donne che raccontano di loro stesse o dell'esperienza di altre che, dal punto di vista psicologico, vivono positivamente questo evento grazie a un approccio olistico invece di, o insieme a trattamenti farmacologici. Si tratta di un argomento di grande interesse per le donne che chiedono più attenzione alla relazione, inclusa quella che coinvolge curato e curante, e molte meno risposte farmacologiche. Nel gruppo di età dai 50 ai 65 anni ci sono molte donne che alcuni decenni fa hanno partecipato ai processi di emancipazione e ai cambiamenti sociali correlati, adesso la loro esperienza e le loro riflessioni ugualmente si trasformano in domanda politica di cambiamento, lento ma inarrestabile, nei principali contesti di vita sociale. Chiedono, ad esempio, che la diversità di genere venga inclusa nelle misure della qualità dei servizi sociali e sanitari. Questi risultati vengono da ricerche qualitive locali che abbiamo incluso in questo studio perché forniscono dettagli su aspetti importanti della vita delle donne anziane. Vale la pena di prenderli in considerazione anche se non è possibile generalizzarne i risultati.

Un buon numero di libri riguarda riflessioni generali sul processo di invecchiamento. Spesso autrici sono le stesse donne e i libri sono una sorta di "case study" (come nel caso del libro di Betty Friedan "L’età da inventare", la cui versione italiana è molto conosciuta e citata nei convegni), sono ricerche che usano la metodologia della scrittura d'esperienza. Nella transizione al gruppo sociale più anziano le donne chiedono spazio per un concetto di età anziana che non esclude soddisfacimento dei desideri e trasgressioni, chiedono l'accesso a nicchie di conoscenza una volta negate, specialmente alle donne, che invece continuano a coltivare autostima e a proteggere loro stesse dal rischio di insignificanza.

Una ricerca sistematica sulle donne anziane decisamente manca, perciò risultati di ricerche locali rappresentano spesso suggerimenti molto utili. Mancano anche studi su gruppi specifici di donne anziane, quali le molto anziane, le disabili, le immigrate, le lesbiche.

La ricerca è scarsa anche nei seguenti temi:

  • Donne anziane che vivono nelle zone rurali
  • Donne anziane abusate
  • Mobilità e accessibilità per le donne anziane
  • Donne anziane che vivono nelle case di ricovero
  • Aspetti economici

Su quest'ultimo aspetto un progetto di ricerca dovrebbe essere iniziato quest'anno sul livello delle pensioni delle donne rispetto a quello degli uomini.

Brevi note

L'innamoramento e la vita sessuale sono aspetti importanti che emergono dalle ricerche qualitative esaminate. Purtroppo l'unica ricerca gerontologica sulla vita sessuale delle donne anziane di cui siamo venute a conoscenza risale al 1990.

Nella terza età gli uomini esprimono di più i loro lati femminili, probabilmente per la diminuzione della pressione sociale verso un "comportamento maschile": un interessante punto di vista trovato in un paio di libri.

I pochi libri sulla rappresentanza di interessi vengono dalle organizzazioni sindacali. Due coordinatrici nazionali delle Donne Pensionate dei principali Sindacati italiani dicono che la ricerca sulle condizioni di vita delle donne anziane è assolutamente insufficiente, e la ricerca disponibile è quasi sempre a livello locale.

Un'affermazione autorevole per il futuro delle donne anziane

Alla Conferenza Mondiale sull'Invecchiamento di Madrid nel 2002 è stato detto che l'Italia ha la più alta percentuale di persone di più di 65 anni e la più bassa percentuale di persone di meno di 15, e ci sono più donne che uomini anziani, ciò ha fatto intervenire il Ministro Roberto Maroni per dire che una politica specifica per le donne anziane è necessaria, e innanzi tutto è necessario rimuovere ogni discriminazione contro di loro.


A gennaio 2004  una relazione sintetica  in inglese con i primi risultati della ricerca a livello europeo sarà on-line al seguente indirizzo
www.own-europe.org
A dicembre 2004 i risultati completi della ricerca MERI. saranno disponibili allo stesso indirizzo.


Sono disponibili i risultati della ricerca azione condotta nel 2002 sulla
Percezione sociale del corpo e della bellezza come  cura di sè nelle donne di 50 e più anni.


Il libro "Generazioni di donne", risultato della ricerca azione condotta nell'anno 2000 e che interessa quattro paesi umbri: Assisi, Corciano, S.Feliciano, Valtopina, e inoltre la città di Perugia, è disponibile presso l'associazione.   L'argomento della ricerca è quello della comunicazione, modalità e contenuti, tra diverse generazioni di donne oggi.  Le fasce di età prese in considerazione dalla ricerca sono tre: 16-24 anni, 25-45 anni e 46 anni ed oltre.

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